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Noi, analfabeti seduti su un tesoro

Venere degli stracci Circa l'80% degli italiani è analfabeta funzionale. In altre parole, sa leggere e scrivere, ma non comprende pienamente il significato di ciò che legge né è in grado di padroneggiare l'italiano scritto di livello alto. E' con sgomento che, come Associazione Gli Aquiloni, aderiamo al Manifesto per la Cultura lanciato dalle pagine della Domenica del Sole 24 Ore alcuni giorni fa.

Dieci anni fa, si apprende dalle pagine di Wikipedia, in inglese e in italiano, la percentuale era del "solo" 47%. Leggiamo con amarezza la citazione fatta dal direttore Armando Massarenti, nell'articolo in prima pagina dell'11 Marzo "Il rapporto fra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere" (E. Montale 1896-1981), ma non possiamo che concordare.

Siamo profondamente convinti che la chiave per migliorare la condizione sociale in cui viviamo, fatta di "giri, in cui ci si scambia protezione e favori con fedeltà e servizi[...] in cui ognuno vede nell'altro solo risorse da sfruttare [...] crogiolo di rivalità, anche feroci, e di gradini, cioè di concorrenti, che devono essere pestati per salire più in alto. Sul gradino più alto e su quello più basso troviamo solo arroganza e solo servilismo" (G. Zagrebelsky - La difficile democrazia) sia un sistema educativo solido, costante nel tempo, basato sull'eguaglianza dei diritti e sulla libertà di pensiero, aperto alla diversità che la globalizzazione ci dà l'opportunità di conoscere, e allo stesso tempo orientato alla salvaguardia dell'immenso patrimonio culturale che possediamo.

Vorremmo un sistema educativo che abbracci tutti i gradi scolastici, che alfabetizzi nei significati e nella proprietà di linguaggio, che faccia rientrare pesantemente il concetto di "etica" nei programmi ministeriali (e non solo in quelli di Storia e Filosofia destinati ai "classici") e che ci restituisca l'"educazione civica", non tanto o non solo nell'accezione degli anni '80-'90 (ricordo un microscopico libriccino, ai tempi del liceo, contenente una barbosissima descrizione della struttura degli Organi dello Stato), ma soprattutto in quella di educazione sociale, abbattimento dei privilegi e uguaglianza delle leggi.

Per questo aderiamo al Manifesto e consigliamo la lettura integrale dell'articolo di Armando Massarenti, disponibile a questo link.

Elena Cenacchi (presidente)

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